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Brescia, day 13

Mille in piazza, la diretta di Annozero

Una corda col cappio pende dalla gru a Brescia (foto bracebracebrace)

Una corda col cappio pende dalla gru a Brescia (foto bracebracebrace)

Il servizio di Luca Rosini sullo sgombero del presidio e le cariche della polizia.

La diretta di Stefano Maria Bianchi sotto la gru in via San Faustino.

Il collegamento telefonico con il ragazzo egiziano sulla gru.

La situazione si fa di giorno in giorno più drammatica a Brescia e Michele Santoro manda un elemento di punta del suo team, il giornalista e regista Stefano Maria Bianchi, abituato ad arrivare quando il gioco si fa duro. E non si scherza per niente, giovedì sera: per la diretta di Annozero arrivano al presidio almeno mille persone, cittadini bresciani e migranti di ogni nazionalità in quella che sarà una strana alchimia tra scena televisiva e manifestazione di piazza. Stefano Bianchi è teso, non gli sarà capitato spesso di trovarsi in uno scenario surreale come quello di via San Faustino, sul sagrato di una chiesa nel cuore del centro storico con un’enorme gru sullo sfondo sulla quale vivono da tredici giorni sei (ormai cinque) uomini; con un migliaio di persone che non riescono a trattenere la voglia di urlare e di suonare per far sentire almeno un po’ di calore ai fratelli disperati che stanno isolati a trentacinque metri d’altezza.

La trasmissione comincia con il dibattito sulla crisi di governo, ma per una volta Roma non è il centro del mondo né il luogo dove le cose cambiano o accadono, per una sera è Brescia la capitale e tutti aspettano l’ora del collegamento, che arriverà alle 22. Ogni tanto i cinque ragazzi sulla gru accendono delle torce o forse i cellulari ormai quasi scarichi e salutano con la luce del display i manifestanti arrivati per dar loro sostegno, tenuti a debita distanza dalla polizia dopo le cariche di lunedì scorso. Il clima è teso e lo si capisce subito: quando dopo una breve presentazione la regia manda le immagini delle violenze di polizia e carabinieri la piazza esplode in un boato di rabbia e disapprovazione contro le forze dell’ordine, schierate per l’occasione con l’«alta uniforme» nascondendo per un momento manganelli e scudi. Nonostante i riflettori della Rai la piazza è imprevedibile e ci sono ancora molti conti in sospeso.

Andrea Tornago

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