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Cumuli di terra alla diossina a cielo aperto a Brescia
9 dicembre 2012, 11:42
Filed under: Ambiente, Brescia, Lombardia, Salute, Società | Tag: , , , , , , ,

La bonifica infinita di via Nullo


Il degrado di via Nullo (foto brace b.b.)

Il degrado di via Nullo (foto brace b.b.)

Si ostinano ancora a chiamarlo «parco», anche se è ridotto a una spettrale discarica di se stesso. Il giardino pubblico di via Nullo, all’altezza dell’industria Caffaro, è in stato di abbandono da più di due anni. Dove cresceva l’erba ora ci sono le ferite della bonifica infinita, fermata dalla magistratura nel novembre del 2009: la terra alla diossina e ai Pcb (fino a 140 volte oltre i limiti), scavata e asportata dalle ruspe della ditta «Moviter» su incarico del Comune, veniva smaltita abusivamente in un laghetto di cava.

Dopo il dissequestro del cantiere, il 25 ottobre 2011, i lavori sarebbero dovuti ripartire (entro maggio 2012 assicurava il Corriere nel febbraio scorso; ora pare entro gennaio 2013). Ma ogni scadenza ormai è stata tradita. Gli abitanti di via Milano d’estate sono costretti a organizzare il loro cinema all’aperto su un piazzale di cemento all’esterno dei giardini, anche se sulla locandina il luogo indicato dalla Circoscrizione Ovest è il «parco di via Nullo». A pochi metri dal maxischermo i cumuli di terra alla diossina, privi di ogni copertura, si polverizzano nel vento mentre al cinema proiettano «Benvenuti al Nord».

> I dati Arpa sulla contaminazione del terreno

> La vicenda giudiziaria

Di notte via Nullo è territorio di spaccio e di deragliati in cerca di un rifugio. Si ritrovano lì, nelle terre di nessuno delle fabbriche dismesse del «comparto Milano». A volte li sorprendono le mille insidie delle ex fabbriche, come accaduto ai due tedeschi in cerca di riparo precipitati nei sotterranei dell’Ideal Clima in febbraio. E come la maggior parte degli stranieri che si aggirano intorno alla Caffaro, non hanno mai sentito parlare dei policloro bifenili.

Un ragazzo ha costruito il suo giaciglio di fortuna nel parco contaminato, e scruta nervoso le auto che passano in via Industriale. Ma in fondo lo sa, che lì non gli succederà niente. La polizia è interessata allo spaccio di droga e ai furti di rame lungo la ferrovia. Nei giardini avvelenati vicini alla fabbrica chimica, a Brescia, c’è un posto tranquillo anche per i disperati.

Andrea Tornago


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