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Occupata la scuola Deledda a Brescia contro la mancata bonifica dal Pcb della Caffaro

Genitori e figli contro il Pcb

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Genitori e alunni hanno occupato la scuola contro la mancata bonifica (Presa Diretta)

Genitori e alunni hanno occupato la scuola contro la mancata bonifica (Presa Diretta)


D alle 16 di martedì 30 aprile sono dentro la scuola comunale: la scuola Deledda, uno dei simboli della vergogna dell’inquinamento Caffaro.

Genitori e bambini hanno fatto sapere che ci resteranno fino a mercoledì 1 maggio alle 8, per protestare contro la mancata bonifica della scuola. Quella in cui i bambini, da dieci anni, non possono correre e giocare perché il terreno è intriso di Pcb e diossine.

Una storia assurta a emblema della vergognosa gestione del sito Caffaro, racchiusa nell’immagine di quella platea in cemento in cui gli alunni sono confinati durante la ricreazione, per non entrare in contatto con il terreno.

Salvo poi rischiare, però, di contaminarsi nei parchi pubblici, quelli invece aperti e senza sorveglianza. “Siamo stanchi, ora basta” fanno sapere i genitori, che nella giunta Paroli han sempre trovato, dicono, indifferenza e silenzio.

L’ultima beffa: i 450mila euro spesi dal Comune di Brescia per il restauro della statua “Era Fascista”, quando per il giardino della scuola ne sarebbero bastati 150mila; e gli insulti dell’assessore all’Ambiente, che avrebbe chiamato i genitori “scalmanati ignoranti” nel corso di un incontro.

Martedì sera alle 21 si terrà un’assemblea nella scuola occupata. Genitori e bambini hanno già preparato i sacchi a pelo.

Radio Popolare, Metroregione, 30-4-2013

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Il 2013 e i fantasmi di un ventennio

Rialzati, Italia?

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I tecnici che ci dovevano salvare dalla politica «salgono» in politica e si affidano ai sondaggi, come chi (ma di rango superiore) a suo tempo «scese in campo» dalle vette aziendali.

Rialzati Italia (doxaliber.it)

Rialzati Italia (doxaliber.it)


Intanto cominciano a somigliare inesorabilmente a chi dovevano farci dimenticare. Mario Monti negli ultimi mesi ha smentito, dichiarato, smentito e poi ammesso numerose volte di voler entrare in politica. Persino la sobrietà è già evaporata, e ormai il Presidente del Consiglio «sta occupando ogni spazio radio-tv dalla mattina alla sera – scrive Nichi Vendola sui social network – Non dice barzellette come Berlusconi ma ha imparato benissimo cosa sia l’uso e l’abuso dei mass-media. Monti il tecnico! Tecnicamente, un berlusconiano da manuale».

Il Presidente della Repubblica nel suo discorso di Capodanno parla di «emergenza sociale» ma resta il più illustre sostenitore del governo Monti, mentre Beppe Grillo dedica il suo primo post del 2013 agli «Onorevoli facce di merda» che come Hitler nel bunker di Berlino danno ordini «a divisioni che non ci sono più».

Ma intanto (ed è solo l’ultimo di una lunga serie di diktat spericolati) fa querelare il giornalista Gianni Riotta per un retweet, e sulla rete si scatena l’ironia contro l’«E io querelo» da senatore della Prima Repubblica.

Cerchiamo disperatamente di risollevarci dal baratro in cui siamo sprofondati nell’ultimo ventennio. Ma la rinascita civile è un lavoro faticoso che non può venire dai tecnici, dalla rete o dalle primarie. Significa liberarsi dai propri fantasmi. Oppure ogni tentativo di risalire la china finirà suo malgrado col ricordare il ghigno di «Rialzati Italia».

Andrea Tornago

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Il Comune di Brescia “dimentica” l’allarme radioattività
24 ottobre 2012, 08:27
Filed under: Politica

Il Comune di Brescia “dimentica” il Cesio 137

Chi stesse cercando un’ulteriore prova della volontà della giunta bresciana di non parlare dell’allarme radioattivo all’ex cava Piccinelli, può dirsi accontentato: nel “Rapporto sullo stato dell’ambiente” pubblicato sul sito web del Comune di Brescia, tra le tante “criticità ambientali”, manca clamorosamente il Cesio 137.

Eppure il rapporto, stando a quanto riportato oggi dal Giornale di Brescia, sarebbe aggiornato “a fine 2011”. Una data che non ammette equivoci, dato che la relazione con cui l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente scriveva al Comune “non si può escludere che la contaminazione radioattiva sia stata ormai in parte sommersa dalle acque” è datata settembre 2011, ed è arrivata negli uffici comunali, secondo i timbri del protocollo, non più tardi di ottobre 2011.

La relazione sullo stato dell’ambiente sarebbe stata stilata in vista del Piano di Governo del Territorio (approvato la scorsa primavera) “in sinergia con Asl, Arpa e Regione”. Un’altra conferma del fatto che tutti conoscessero la gravità della situazione delle scorie radioattive di San Polo, ormai prive di misure adeguate di sicurezza. L’Arpa infatti ha cominciato i sopralluoghi e le analisi all’ex cava Piccinelli nel giugno del 2010.

E pensare che quando i comitati ambientalisti di San Polo parlarono di “atteggiamento omertoso” del Comune di Brescia sulla questione del Cesio, l’assessore all’Ambiente Paola Vilardi chiese all’avvocatura civica di procedere contro i cittadini per “procurato allarme”.

Andrea Tornago

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