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Voci dal presidio contro i veleni della Caffaro a Brescia dopo Presa Diretta

Inquinati a morte, basta Pcb

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Brescia, presidio conto i veleni della Caffaro

Brescia, presidio conto i veleni della Caffaro


U n presidio spontaneo, convocato a mezzanotte della domenica di Pasqua, appena finita l’inchiesta di Presa Diretta dedicata al caso Caffaro andata in onda su Raitre. I bresciani, il lunedì di Pasquetta, si sono ritrovati sotto a palazzo Loggia, per protestare contro la mancata bonifica della città dal Pcb della Caffaro.

C’erano i comitati, gli ambientalisti che da anni si battono contro i veleni della città, ma c’era soprattutto gente comune che passava, si fermava a parlare, e proseguiva. “Telespettatori” sconvolti dall’irruzione del dramma dell’inquinamento chimico nella narrazione della loro città.

Preoccupazione per i nuovi dati sull’incidenza dei tumori a Brescia – rivelati dal programma di Riccardo Iacona -, rabbia per la “carenza di informazione data dalla stampa”, indignazione per quel che non hanno fatto le ultime due amministrazioni comunali, soprattutto quella di centrosinistra (per la giunta Paroli, di centrodestra, cfr. Guardie, arrestatelo!).

Il nuovo studio curato dall’epidemiologo Paolo Ricci di Mantova fa paura: più 20 per cento di linfomi e tumori al seno, più 49 per cento di tumori alla tiroide, più 58 per cento di tumori al fegato a Brescia rispetto al nord Italia. E la bonifica dal Pcb non solo non è partita in quasi dodici anni, ma nemmeno è stata studiata e pianificata.

I commenti dei cittadini bresciani raccolti da Radio Popolare al presidio di lunedì 1 aprile:

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La nuova “metropolitana leggera” costata 1 miliardo di euro

Il trenino

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U n’opera faraonica quella della metropolitana leggera di Brescia che verrà inaugurata domani ed entrerà in funzione da lunedì, destinata a cambiare profondamente la città oppure a trascinarla in una pericolosa spirale di debito.

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Deliberata 25 anni fa, costata quasi 1 miliardo di euro, è stata costruita da colossi di Finmeccanica come Ansaldo Sts e Ansaldo Breda. Sarà composta da treni senza autista, guidati da un sistema sofisticato. Finora l’opera è costata a Stato, Regione e Comune circa 513 milioni, e sono stati accesi mutui per altri 400 milioni. Un impegno che peserà sulle casse del Comune almeno per i prossimi trent’anni.

Tante sono state le critiche dei comitati cittadini nei confronti di un’opera considerata inadatta a una città come Brescia, per cui sarebbe stato forse più utile ripristinare la rete tramviaria: al referendum consultivo promosso nel 1998 sulla metropolitana vinsero i no, ma non venne raggiunto il quorum e nessuno tenne in considerazione l’esito del voto.

Adesso che entrerà in funzione potrebbe veramente rivoluzionare la mobilità di una città soffocata dalle polveri sottili e invasa dalle automobili. Anche se la giunta di centrodestra in questi anni ha continuato a costruire parcheggi in zone lontane dagli interscambi con la metropolitana.

Domani all’inaugurazione saranno presenti anche i comitati ambientalisti: “1 miliardo di euro per la metropolitana e per le bonifiche zero”, sarà la contestazione che cercheranno di portare all’attenzione del neo presidente della Regione Roberto Maroni e del ministro uscente allo Sviluppo economico Corrado Passera. (Radio Popolare, Metroregione 1-3-13)

Andrea Tornago

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Il 2013 e i fantasmi di un ventennio

Rialzati, Italia?

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I tecnici che ci dovevano salvare dalla politica «salgono» in politica e si affidano ai sondaggi, come chi (ma di rango superiore) a suo tempo «scese in campo» dalle vette aziendali.

Rialzati Italia (doxaliber.it)

Rialzati Italia (doxaliber.it)


Intanto cominciano a somigliare inesorabilmente a chi dovevano farci dimenticare. Mario Monti negli ultimi mesi ha smentito, dichiarato, smentito e poi ammesso numerose volte di voler entrare in politica. Persino la sobrietà è già evaporata, e ormai il Presidente del Consiglio «sta occupando ogni spazio radio-tv dalla mattina alla sera – scrive Nichi Vendola sui social network – Non dice barzellette come Berlusconi ma ha imparato benissimo cosa sia l’uso e l’abuso dei mass-media. Monti il tecnico! Tecnicamente, un berlusconiano da manuale».

Il Presidente della Repubblica nel suo discorso di Capodanno parla di «emergenza sociale» ma resta il più illustre sostenitore del governo Monti, mentre Beppe Grillo dedica il suo primo post del 2013 agli «Onorevoli facce di merda» che come Hitler nel bunker di Berlino danno ordini «a divisioni che non ci sono più».

Ma intanto (ed è solo l’ultimo di una lunga serie di diktat spericolati) fa querelare il giornalista Gianni Riotta per un retweet, e sulla rete si scatena l’ironia contro l’«E io querelo» da senatore della Prima Repubblica.

Cerchiamo disperatamente di risollevarci dal baratro in cui siamo sprofondati nell’ultimo ventennio. Ma la rinascita civile è un lavoro faticoso che non può venire dai tecnici, dalla rete o dalle primarie. Significa liberarsi dai propri fantasmi. Oppure ogni tentativo di risalire la china finirà suo malgrado col ricordare il ghigno di «Rialzati Italia».

Andrea Tornago

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