brace brace brace


Racconti da un Paese in caduta libera

«Brace, brace, brace!» è il drammatico annuncio del comandante di un aereo in caduta libera. A quel punto, ai passeggeri non resta che prepararsi all’impatto.

Da tempo nel nostro Paese sembra di trovarsi su un volo in caduta libera, in attesa dell’impatto al suolo. Ma quanto dura la picchiata? Ogni mese che passa, oltre ad aumentare l’orrore, fa presagire un disastro sempre più devastante.

Se n’è andato il lavoro. Se n’è andata la politica. Ormai se ne vanno anche «i figli nati negli anni ’80», nuovi emigranti con le loro «storie contemporanee di valigie e delusione». Dal Bordello della Repubblica siamo passati al volto freddo e spietato della tecnocrazia: le scelte che ci portano verso il disastro vengono presentate come «inevitabili».

Ecco perché pubblichiamo questa pagina di «racconti da un Paese in caduta libera», che muove dalla convinzione che sono stati superati ad uno ad uno i punti di non ritorno: l’impatto è inevitabile, non ci rimane che la cronaca del disastro.

Where everything is bad, it must be good to know the worst.


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